Sandbox in Windows 10
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Sandbox in Windows 10, cosa c’è da sapere

La Sandbox in Windows 10 è una delle ultime novità in casa Microsoft. La nuova funzionalità permette di provare programmi in un ambiente totalmente di test.

Microsoft con l’uscita del nuovo sistema operativo Windows 10 è in continua evoluzione. Gli aggiornamenti per il sistema operativo più recente della casa di Redmond sono in continua evoluzione, nella versione rilasciata a maggio 2019 è stata introdotta la Sandbox in Windows 10.

Testata molto a lungo da Microsoft la Sandbox in Windows 10 è un completo ambiente di test dove ogni modifica non risulterà effettiva una volta chiusa la sessione virtuale. L’attivazione della Sandbox in Windows 10 permette di utilizzare, modificare e pubblicare qualsiasi applicazione non preoccupandosi di intaccare il client originale.

La Sandbox in Windows 10 è applicabile esclusivamente alle versioni Microsoft di Windows 10 Pro, Enterprise ed Educational. L’ambiente virtuale non è utilizzabile per chi ha la versione Home dell’ultimo sistema operativo Windows.

Sandbox in Windows 10

Come attivarla?

Attivare la Sandbox è relativamente semplice. La prima operazione è verificare che il supporto per la virtualizzazione lato BIOS/UEFI sia abilitato. Per farlo basterà aprire il task manager e controllare, nella scheda prestazioni, che la CPU abbia il campo “virtualizzazione” abilitato.

Una volta controllato tutto ciò basterà avviare l’applicativo esegui (windows+R), digitare al suo interno optionalfeatures e premere Invio. Aperta la finestra delle attivazioni delle funzionalità di Windows, basterà spuntare la casella Sandbox di Windows.

Sandbox in Windows 10

A questo punto per aprire la tua prima Sandbox in Windows 10 dovrai scrivere sul campo di ricerca del menù start Windows Sandbox, si aprirà una finestra che replicherà il sistema operativo di casa Microsoft.

La Sandbox che si aprirà sarà una copia pulita del sistema operativo in uso. L’applicazione si basa su i file della versione installata sul client per questo sarà una versione identica ma ex-nova rispetto all’ambiente utilizzato in produzione. Una cosa da tenere bene in mente è che la chiusura della sessione comporterà la perdita totale di tutto quello che è stato realizzato nella Sandbox. Per configurarla in modo da usare le proprie preferenze di sistema Microsoft consiglia di utilizzare un file XML appositamente creato.

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