Indirizzi IP al collasso: IPv4 e IPv6 a confronto

Indirizzi IP

Indirizzi IP al collasso?. La soluzione è passare al nuovo protocollo!

La frase “abbiamo esaurito il pool degli indirizzi IPv4 gratuiti” è stata diffusa attraverso un comunicato stampa pubblicato sul web dall’ARIN lo scorso 24 settembre. L’ American Registry for Internet Numbers, ha ufficialmente annunciato l’impossibilità di rilasciare nuovi indirizzi IPv4. La notizia non è nuova, da anni si parla del possibile esaurimento degli indirizzi IPv4. Nel 2011 lo IANA, ha dichiarato di aver assegnato gli ultimi cinque range di classe 8. Cosi si è arrivati ad avere gli indirizzi ip al collasso. La soluzione al problema esiste dal lontano 1990 quanto L’IETF aveva appena approvato il protocollo in versione 6 che sarebbe stato il sostituto dell’IPv4.

Come funzionano gli indirizzi IP

Il protocollo IP è alla base della comunicazione sulla rete internet. Il principale scopo è consentire l’instradamento e indirizzamento dei pacchetti da un nodo sorgente e un nodo destinazione. Tutti i dispositivi collegati alla rete devono necessariamente essere identificati tramite un indirizzo IP univoco. Per poter accedere ad una risorsa web, dobbiamo quindi conoscere l’indirizzo IP del server che ospita tale risorsa. Per ovvi motivi di limiti della mente umana, ricordare gli indirizzi IP delle pagine web risulta quasi impossibile. Cosi per ovviare al problema è necessario l’utilizzo di nomi ad alto livello più semplici da ricordare per noi. La traduzione da IP a nome è effettuata da server denominati DNS (Domain Name System) i quali si occupano di risolvere i nomi (www.google.it) nei rispettivi IP (64.15.126.118).

Un nuova era di indirizzi IP

Un indirizzo IPv4 viene click here rappresentato con la notazione decimale puntata a quattro blocchi. Ogni blocco è un intero compreso tra 0 e 255. Ciscun blocco può essere rappresentato in codice binario utilizzando 8 bit con i quali è possibile ottenere fino a 256 combinazioni differenzi. Cosi, con un semplice calcolo, possiamo ottenere poco più di 4 miliardi di possibili combinazioni. Questo valore può sembrare elevato, ma a causa dell’elevato numero di dispositivi connessi alla rete è andato a consumarsi molto velocemente. La soluzione definitiva è offerta dal protocollo IPv6. Il passaggio da IPv4 a IPv6 però non è cosi facile come sembra a causa della totale incompatibilità dei due protocolli. Di fatti, un protocollo IPv4 è impossibilitato a comunicare con dispositivi IPv6. Per ovviare al problema è necessario che tutti gli operatori internet sostituiscano i loro protocolli.

Alla scoperta del nuovo Web

La struttura del nuovo protocollo IPv6, è totalmente differente da quella dell’IPv4. Per cominciare, anche nell?IPv6 ogni nodo della rete viene identificato univocamente da un indirizzo, ma la lunghezza è quattro volte maggiore rispetto al suo predecessore. Un indirizzo IPv6 è rappresentato con 128 bit permettendo in questo modo di indirizzare 3,4 x 10 alla 38esima dispositivia, oltre 340 undecilioni di utenti. Cos’è un undecilione? Per farvi capire meglio possiamo immaginare che ogni millimetro quadrato della superficie della Terra potrebbe ricevere oltre 665 miliardi di miliardi di indirizzi IP. Il protocollo IPv6 viene rappresentato nella notazione esadecimale “doppio-puntata”, cioè da 8 campi ognuno da 16 bit divisi da due punti.

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